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+ * "APPUNTAMENTI LETALI": cronaca della serata

Domenica 30 aprile si è tenuta a Roma presso il Cinema Trevi il doppio appuntamento (alle 17:00 con replica alle 21:00) del progetto APPUNTAMENTI LETALI. Noi siamo stati invitati a partecipare alla proiezione delle 21:00 dove abbiamo avuto finalmente il piacere di conoscere Francesco Cortonesi e Marco Zolin della Filmhorror più qualche altro regista e incontrare faccia a faccia tanti amici conosciuti sino ad allora attraverso i vari forum. Dopo una brve introduzione da parte di Zolin e della madrina della serata, l'amica Alda Teodorani, sono inziati gli undici cortometraggi previsti.

FAME D'AMORE di Adriano Razzi

Una coppia di detectves indaga sullo sterminio di un'intera famiglia composta da sei persone a causa del cibo avvelenato. Il mistero s'infittisce quando ci si accorge che i piatti apparecchiati in realtà erano sette...
Il cortometraggio in questione è ben girato con i due poliziotti che ben figurano nel cast che comprende anche la giovane protagonista che pur senza battute ha saputo rendere molto bene la malinconia insita nel suo personaggio. Il lavoro è lineare, senza sbavature anche se una critica si potrebbe fare su alcune lungaggini e la camera a mano che in alcuni punti poteva infastidire la visione. Tutto sommato un discreto prodotto.

NUOVA EDIZONE di Cristian Tafani

In un reality show vengono selezionati alcuni personaggi per entrare a far parte di questo nuovo spettacolo in cui gli istinti primordiali (sesso e cibo) verranno strappati fuori dai partecipanti che si lasceranno travolgere dalla situazione claustrofobica.
Direi che tecnicamente, soprattutto grazie alla scelta della location e per l'ottima fotografia, è uno dei lavori migliori. Per quanto riguarda invece lo sviluppo della trama si parte decisamente bene, innalzando l'interesse dello spettatore che intuisce che di lì a breve qualcosa accadrà ma quando arriva quel momento cadono le buone premesse e ci si ritrova in una sorta di orgia di sesso e sangue artisticamente coinvolgente e ben coreografata ma che non porta a nulla e lascia lo spettatore decisamente perplesso in un finale poco chiarificatore. Se quindi vogliamo giudicarlo dal punta di vista realizzativo è davvero un corto professionale ma per quanto concerne lo sviluppo del soggetto allora è insufficiente. Gli effetti speciali in questo caso servono più che altro a suggerire cosa in realtà succede anziché mostrarlo mentre le scene di sesso sono spinte e i nudi femminili non sono soltanto un elemento di contorno.

IL CORPO DEL GATTO di Alfonso Balzano

Una donna è innamorata del proprio gatto e desidera essere come lui. Troverà il modo di soddisfare i propri desideri.
L'incipit del corto è morboso al punto giusto tanto da suscitare l'attenzione e vedere fino a che punto ci si voglia spingere e soprattutto se i pensieri della protagonista possano poi avere un seguito visivo. In questa parte c'è molto cinema d'autore (il bianco e nero sgranato ne è una componente) il che non sempre giova al lavoro e in questo caso specifico i tempi si allungano eccessivamente anche perché in questa metà non succede sostanzialmente nulla. Nella seconda parte torna il colore ma forse è questa parte quella che risulta essere la meno riuscita perché personalmente mi aspettavo qualcosa di diverso, mi è sembrato che il finale fosse un po' slegato da tutto ciò che fino ad ora si era potuto vedere. Probabilmente si tratta di aspettative personali che non hanno trovato riscontro per cui non mi sento di giudicare negativamente il lavoro di Balzano.

IL VIRUS di Christian Arioli

Una psicologa si ritrova suo malgrado coinvolta in una relazione con un suo paziente. A poco a poco si accorge che l'uomo si sta impossessando di lei, come un virus.
Essendo il mio corto ho deciso di non parlarne per evitare facili fraintendimenti. Voglio però affermare che mi ritengo soddisfatto del risultato ottenuto e ho apprezzato molto il fatto che da tutti è stato considerato il più estremo e che qualcuno presente in sala, proprio davanti a me, spesso non reggeva la visione e in qualche occasione è sobbalzato sulla sedia. Un grazie quindi a tutti ma soprattutto all'amico Maurizio Quarta che ancora una volta ha saputo interpretare perfettamente la mia visione delle scene più forti con la sua straordinaria abilità di realizzazione.

FAME di Mario Alves Rebehy

Due poliziotti arrivano in una casa dove da tempo non si hanno più notizie della famiglia che vi vive. All'interno ad attenderli un'orribile sorpresa ma una peggiore li sconvolgerà.
Siamo su alti livelli, un lavoro pressoché perfetto in cui la tecnica sopraffina fa sì che questo lavoro entri di diritto a far parte dei migliori corti della serata. Ottima l'ambientazione e la fotografia da vero cinema e bravi tutti gli attori soprattutto la giovane protagonista.
La storia è inquietante, effetti speciali assenti ma in questo caso sarebbero serviti a poco, l'atmosfera e la tensione è quella giusta, la canzoncina della bambina veramente paranoica. Però c'è un appunto che devo fare: qualcuno dice che a volte un dettaglio uccide la poesia e quel dettaglio che ha rovinato (per così dire) il corto è stato l'urlo finale, eccessivo, inutile, troppo enfatizzato.
Due curiosità: questo corto è tratto dalla stessa storia realizzata anche da Razzi; nessuno se n'è accorto ma la storia è ambientata negli anni 70 e infatti l'automobile con cui arrivano i poliziotti è una vecchia Lancia Fulvia berlina tipica di quegli anni (forse una macchina non bastava per rendere credibile l'ambientazione).

LE GAMBE DI LEONARDO (UN ALTRO RACCONTO) di Chiara Pavoni

Una scrittrice ritorna al suo paese di provincia per incontrare una sua vecchia fiamma, motivo per cui anni prima è stata fatta andar via a causa della scandalosa unione col giovane amante.
E' questo, insieme a Fame, il corto che più mi ha colpito a livello tecnico e di fotografia. Sinceramente non immaginavo tanta bravura da parte della Pavoni e devo ammettere che sono rimasto piacevolmente sorpreso. La storia è intrigante, gli attori, compresa Chiara, recitano molto bene il proprio ruolo (a mio parere il look in questo corto è quello che più le si addice) ed è stupenda in abiti talari ! Tutto bene anche se la scelta del finale non mi è molto piaciuta, ho trovato la polaroid animata un po' fuori luogo, forse sarebbe stato meglio seguire l'indicazione del racconto originale.

PARASSITI IN BIANCO di Stocchi e Gambini

In un ospedale apparentemente deserto una donna si reca per un semplice prelievo ma ci saranno delle complicazioni. Adesso il problema è uscire... ma quella non è un'uscita ?
Il corto della Filmhorror, il più atteso (soprattutto da me che di loro non aveva mai visto nulla fino a domenica sera). Anche in questo caso vorrei dividere il giudizio tecnico da quello del racconto. La direzione è decisamente buona mentre in alcuni casi ho trovato la fotografia un po' scura e sgranata, soprattutto all'interno della sala dei prelievi dove le facce dei personaggi sono molte grigie. Bravissima la protagonista mentre non ho apprezzato la gigionesca interpretazione del dottore, troppo sopra le righe, in alcuni casi risultava forzata e "ridicola", poco credibile. La tensione di alcune sequenze è un po' stata abbassata a causa proprio del modo di recitare un po' troppo teatrale. In alcuni punti risulta essere un po' troppo lungo e anche il finale è stato tirato per più del necessario. Gli effetti speciali di Giomaro sono stati ben realizzati, soprattutto la trasformazione finale del vampiro mentre non mi è piaciuta la maschera denucleata della vittima (presente anche nell'home page del sito della Filmhorror), troppo finta. Bella la resa, intesa come colorazione, del sangue.

FIORE di Giulio Ciancamerla

Due ragazzine camminano tra immondizie, stazioni abbandonate e paesaggi desolanti che rispecchiano lo stato d'animo di Fiore.
Durante e immediatamente dopo la visione, il corto mi ha annoiato ma a mente fredda ammetto di essermi sbagliato: Fiore è un lavoro semplice, senza fronzoli ma che arriva dove deve arrivare, il messaggio di disagio che pervade per tutta la durata è stato ben idealizzato dalle immagini plumbee e tristi come una grigia giornata di pioggia. Certo, alcune lungaggini rallentano lo svolgimento della trama ma tutto sommato non è da buttare via.

PICCOLE ANNOTAZIONI PER UN AMORE IMPOSSIBILE di Gianni Catani

Una ragazzina è innamorta di un cantante il quale, pur sposato, ha una relazione con lei. Per la giovane il muicista diverrà una vera ossessione.
Al termine della visione ho avuto la seria convinzione di aver assistito per sbaglio ad una puntata di "Markette" ma quando ho realizzato che né Chiambretti né Magda Gomez erano nel cast allora ho capito che si trattava proprio di un corto realizzato per questa serata. Sinceramente mi sono sentito preso in giro perché è stato palese a tutti che si trattava di una spudorata promozione al cantante che ha concesso l'utilizzo delle proprie musiche presenti nel corto (che non cito appositamente), ad un parrucchiere, ad uno studio di incisione o simile e ad una famosa acqua minerale apparsa con tanto di etichetta all'interno di un bar. E' stato un vero e proprio incubo collettivo in cui non ci si riusciva a svegliare, dove ogni volta si ricominciava a riascoltare quella maledetta canzoncina pop di uno dei tanti emuli di D'Alessio & Co. Come se non bastasse è stato il corto (?) più lungo di tutti quando in dieci minuti si sarebbe potuto raccontare la storia senza strapazzare la pazienza degli spettatori. Perché tutto sommato il prodotto è buono, ben girato e anche interpretato ma tutto passa in secondo piano. Mi chiedo cosa ci faccia insieme agli altri corti.

SAMANTA 2 di Paolo Del Fiol

Una ragazza vive con la gemella un rapporto di frustrazione: quello che va bene a una va male all'altra. Dopo un incidente al fidanzato della ragazza fortunata il rapporto tra le due peggiora ulteriormente.
Dopo aver visto "Where Am I ?" al Joe D'Amato ho faticato ad accettare che questo corto l'avesse diretto il medesimo regista. Infatti poi ho scoperto che i tre quarti sono stati girati da un amico di Del Fiol (coregista tra l'altro anche di "Where Am I ?"). Anche l'audio ha lasciato desiderare con picchi altissimi che hanno distorto alcune sequenze. Peccato.

L'AMORE RITROVATO di Paolo Vandoni

Una ragazza dark pare abbia l'ossessione di una cantante, una certa Konsuelo, che segue ovunque. Una notte incontra fuori da un locale un giovane con cui fa l'amore. La mattina lui è sparito ma la notte successiva lo ritroverà e questa volta gli darà molto più del suo corpo.
Un buonissimo corto, ben diretto e interpretato, soprattutto molto bravo il protagonista maschile. Bella la fotografia e inquietante la presenza della vecchia cameriera dell'hotel. Forse un po' ovvio il finale ma ha sempre il suo fascino. Una nota negativa: il rapporto di amore/odio con la cantante Konsuelo (che tra l'altro vediamo solo sui manifesti pubblicitari) ha un po' fuorviato lo spettatore che, come me, si aspettava una spiegazione in merito.

Tirando le somme possiamo dire che la serata ha avuto un bel successo confermato dal tutto esaurito sia nella prima che nella seconda proiezione. Pare che la serata verrà replicata in altre città d'Italia e sarebbe davvero una cosa fantastica, l'importante è che si dia più spazio al pubblico e non solo ai registi e ai loro amici e/o parenti. Ognuno da ora in poi avrà certamente la possibilità di fare tutte le visioni private che vorrà.



 

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