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+ * "MIMESIS": il nuovo thriller/erotico di Roger Fratter

di Christian Arioli


Cast: Tanya Scott, Saba Wesser, Margherita Di Sarno, William Carrera
Montaggio: Roger A. Fratter
Musiche: Massimo Numa
Fx: Maurizio Quarta
Regia: Roger A. Fratter
Anno: 2006
Durata: 90’
Distribuzione: Millennium Storm
Formato DVD/video: 16/9 - 1.78:1
Audio: Dolby Digital 5.1 in italiano, Dolby Digital 2.0 in italiano

Giovedì 11 maggio 2006 a Dalmine si è tenuta la visione dell'ultimo film di Roger Fratter, "Mimesis", da poco uscito anche in DVD per il noleggio ma presto arriverà la versione per la vendita.
Il film racconta la storia di tre ragazze, Anna, Linda e Roxy che condividono lo stesso appartamento fino a quando Roxy scompare nel nulla. Lisa, la sorella gemella della scomparsa, è decisa a scoprire la verità. Si troverà così a rivivere la vita della sorella, sostituendosi a lei per indagare nella sua vita privata e cercare di scoprire che fine abbia fatto. Farà conoscenza di Marco, un disegnatore di fumetti erotici inventore di una serie in cui la protagonista, Xory, era in realtà Roxy che gli faceva da modella e ispiratrice delle torbide avventure a sfondo sessuale.

Ancora una volta bisogna fare un distinguo per questo film: se lo vogliamo giudicare dal punto di vista tecnico non posso far altro che riaffermare quello che da sempre sostengo e cioè che Roger Fratter è un ottimo regista a tutti gli effetti, ed anche in questa occasione, considerando la abissale differenza che intercorre tra una produzione di questo tipo ed una produzione come in "Innamorata della morte", il lavoro del regista bergamasco è senza ombra di dubbio riuscito, si ha l'impressione di assistere ad un film "vero".
Purtroppo il soggetto se parte con delle più che buone premesse alla fine non riesce in fase di sceneggiatura a decollare e a creare la giusta tensione che il pubblico si aspetta da un thriller. Non esistono praticamente mai momenti in cui l'indagine della protagonista arrivi davvero ad una conclusione, non ci viene spiegato molto dei motivi per cui Roxy sia scomparsa e anche nel finale, mi duole ammetterlo, non si è riusciti a dare una motivazione convincente.
Dal punto di vista erotico il film offre dei buoni spunti, con una bella scena lesbo a tre girata molto bene. La violenza, che non per forza deve essere inserita in un thriller per far sì che questo funzioni, in questo caso invece avrebbe giovato e non poco al prodotto che invece rappresenta i pochi delitti in modo approssimativo e a volte poco credibile. Maurizio Quarta in questo prodotto è stato soltanto un elemento molto marginale per cui i suoi effetti appaiono molto blandi, troppo per uno che ha sempre dimostrato il suo indubbio valore in questo campo.

Il cast è ben assortito, brave sia Saba Wesser (Linda) che Tanya Scott (Lisa/Roxy) anche se tra queste spicca sicuramente la brava Margherita Di Sarno (Anna) che ha saputo infondere al suo personaggio un tocco personale nella recitazione, più naturale rispetto alle altre due attrici (sarà merito della dura gavetta teatrale che le ha fornito un buon bagaglio tecnico-recitativo). Mi ha poi colpito William Carrera (Marco) che interpreta un personaggio sbandato, psichicamente instabile e, come se non bastasse, afflitto da una balbuzie (che non risulta per niente caricaturiale perché è accennata) che non gli consente di affrontare il mondo che lo circonda nel modo corretto.

Tornando alle scene del film ho trovato due sequenza deliziose, omaggio esplicito, per chi sa coglierlo, del nostro cinema anni Settanta: mi riferisco a quando Lisa a letto vede in un incubo "sorgere" dal letto la sorella Roxy mentre una zoomata leggera si avvicina al volto terrorizzato della protagonista; altra scena che mi è particolarmente piaciuta è quella in cui sempre Lisa viene colpita da più colpi di pistola da Marco (anche qui si tratta di un sogno) ripetendo la scena e montandola da più punti di vista, tipica sequenza del bel cinema che fu.
Presenti alla serata c'erano, oltre a Roger Fratter, Marco Locatelli, Davide Pulici, Massimo Numa, Maurizio Quarta e l'attrice Margerita Di Sarno.
Dopo la proiezione c'è stato un interessante dibattito in cui si è discusso soprattutto sull'ottimo lavoro tecnico svolto dal regista e su come Fratter sia ancora molto affezionato al tempo dei suoi esordi in cui iniziava a muovere i primi passi all'interno del mondo del cinema; ha ricordato con nostalgia anche il modo in cui venivano girati questi primi lavori dove tutti erano mossi dalla passione e dall'amicizia, nessun legame forzato dettato dalla produzione, tutto ciò ammettendo che in ogni modo la situazione attuale lo soddisfa pienamente.

Davide Pulici è intervenuto per sostenere il fatto che a differenza di quanto sta accadendo in questi anni dove molti indipendenti si rifanno a cliché alla moda e a stereotipati modi di girare i propri lavori, Roger ha saputo proseguire, e migliorare, il suo modo di fare cinema, imponendo un suo stile personale che può piacere o meno, è indiscutibile ma che è sintomo di una spiccata padronanza tecnica e di personalità.

Margherita Di Sarno ha invece raccontato la sua esperienza lavorativa con Roger in una produzione indipendente ma professionale, dove ha spiegato che non sempre è facile per un attore di teatro recitare in un film perché i tempi sono frammentari, non si ha la possibilità di entrare completamente in un personaggio e soprattutto bisogna essere in grado di cambiare il modo di recitare in base a quello che richiede una specifica scena.

Un'ultima considerazione: che Fratter sia un bravo regista è fuori discussione (e lo ripeterò a costo di passare per un adulatore che non sono) quindi mi chiedo quando finalmente gli verrà affidata una degna sceneggiatura in cui possa dimostrare veramente tutto il suo valore perché è lecito pensare che se un film non ha una bella storia sia anche il regista colpevole di aver accettato di trasportarla sullo schermo ma non sempre le cose stanno così, non sempre il regista può scegliere.



 

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