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+ * Il concorso Joe D'Amato Horror Festival 2007

Riportiamo il comunicato del Joe D'Amato Horror Festival:


Veder crescere, di anno in anno, la partecipazione al concorso è da tempo una delle principali soddisfazioni nell'organizzare il JDAHF: una crescita prima di tutto numerica, che dalla sparuta decina della prima edizione è arrivata a quasi 200 opere in quest'ultima. La continuità con cui alcuni autori ci inviano di volta in volta i propri corti è sicuramente un segno di affetto per la nostra manifestazione, e la conferma di averlo conquistato e meritato, ad esempio permettendo a molti di poter mostrare i propri film a grandi nomi del cinema di genere italiano del passato e del presente, che adornano puntualmente il parterre degli ospiti.
L'adesione di nuovi registi invece è un'evidenza tangibile della fama in continua diffusione, anche oltre i confini nazionali.

Ma ovviamente c'è anche un progresso qualitativo medio, visibilmente figlio della “democrazia cinematografica” dovuta alle tecnologie digitali. Così di anno in anno vediamo crescere il tasso di buone idee che riescono ad avere un degno esito visivo, fino a qualche esempio di corto o lungometraggio che, pur autoprodotto, non ha niente da invidiare per tensione narrativa ai film che popolano (e a volte infestano) le sale cinematografiche. Uno stato di salute invisibile nelle sedi istituzionali, là dove si parla di rinascita del cinema italiano contando gli spettatori che affollano (?) le sale, dimenticando di sincerarsi dell'humus squattrinato e appassionato da cui possono emergere i registi, gli sceneggiatori, gli attori, le maestranze del futuro.

Venire a contatto con una siffatta mole di DVD, cassette, emozioni, fatiche, speranze, spesso per primi, dopo una postproduzione frenetica per rispettare la scadenza, e talvolta come “destinatari ideali” (in diversi ci confessano di realizzare le proprie opere con l'intenzione di mandarle proprio al “Joe D'Amato”), è un impegno e una responsabilità, insieme delicata ed entusiasmante, spossante e sorprendente, persino se non ci fosse da operare una selezione.

E invece la scelta è dolorosa ma necessaria, per esigenze organizzative e, confessiamolo, anche morali: perché è giusto che chi invia il suo film sappia che in ogni caso è stato visto e in qualche modo valutato (anche se non vogliamo assolutamente sostituirci ad una giuria qualificata), e che se è stato scelto per essere proiettato è perché lo merita. Sarebbe stato più facile adottare una politica lassista, ma non sarebbe stato né sincero né onorevole.

Abbiamo quindi esercitato il nostro diritto di scelta, individuando i film da sottoporre alla giuria del concorso. Nella sezione principale troverete opere mature, adulte, ma anche qualche prodotto più acerbo che colpisce per la sua novità e freschezza, o semplicemente perché, nonostante qualche “difetto”, funziona, ingrana, gira, appassiona. In certi casi, come nostra consuetudine, abbiamo osato, accordando fiducia a scelte un po' controcorrente, consci che questo incoraggiamento verso alcuni autori possa essere un investimento per il futuro non solo del nostro Festival, ma più in generale per la scena horror italiana.

La sezione Giubbe Rosse – il premio del pubblico conferma la sua natura e si allarga ad una giornata intera, grazie alla gran mole di cortometraggi giunti. È una sezione a cui siamo molto affezionati; quella in cui i film, nel piano cartesiano tra professionalità e divertimento, tendono verso quest'ultimo asse. Soprattutto perché trasmettono il divertimento più vero: quello di chi li ha realizzati, ignorando i timori e i freni dovuti a mezzi ridotti, esperienza ridotta, inconvenienti sul set. Sono i film che l'amico Aristide, eponimo del Festival, guarderebbe con soddisfazione, trovandovi echi, magari involontari, dei suoi momenti più felici. E siamo certi che nei prossimi anni potremo rivedere diversi di questi nomi, come è già successo, nella sezione principale.

I “fuori serie” che già nell'ultima edizione avevano costellato il programma vengono istituzionalizzati in una sezione fuori concorso, composita, variegata, libera per definizione, che ci permette di mostrare opere di ottimo livello frutto di una produzione ormai professionale (e quindi non eleggibili per il concorso), film difficilmente inquadrabili nel genere fantahorror, ma che sarebbe stato ingiusto trascurare, e prodotti che hanno dovuto subire una sofferta eliminazione dalla sezione principale, costretta a non poter crescere oltre certi limiti, e che abbiamo scelto espressamente di proiettare perché da noi apprezzate in modo particolare.

Per l'ampiezza dell'offerta e il tempo dedicato, le tre sezioni destinate ai corto- e lungometraggi autoprodotti costituiscono ormai quasi un festival nel Festival: lo sguardo verso il futuro accanto agli omaggi ai maestri del presente e del passato.

Per la commissione selezionatrice
Giacomo Pisani
Enrico Battocchi

 

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