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+ * Anteprima di "INNAMORATA DELLA MORTE" di Roger Fratter

di Christian Arioli


Venerdì 18 Novembre 2005 a Scanzorosciate (BG) ho avuto il piacere di vedere in anteprima mondiale il primo film del regista Roger Fratter giìrato in 35mm “INNAMORATA DELLA MORTE”. In realtà, come ha tenuto a precisare più volte Roger, la versioine che abbiamo visto si tratta di un montaggio non riconosciuto dal regista tant’è che nelle sale e in DVD il film uscirà nella versione Director’s Cut.

La storia: Sara e Martina sono due bellissime sorelle di buona famiglia. La prima lavora in proprio come truccatrice, la seconda è una famosa fotomodella. La loro esistenza però non è così felice come potrebbe sembrare poichè un oscuro passato ha segnato le loro vite...

Dopo aver visionato la pellicola non posso far altro che riconfermare ciò che ho sempre sostenuto da quando conosco Roger e cioè che la sua tecnica cinematografica è quanto di più professionale ci si attenda da un “vero” film ma queste peculiarità già si notavano fin dai cortometraggi e videoclip degli esordi, due fra tutti: la bellissima spy story “CRYSTAL OPERAZIONE VIRUS” e “SNUFF” opera che l’ha fatto conoscere al pubblico più vasto. Ma torniamo ad “INNAMORATA DELLA MORTE”: nonostante sia ben altra cosa girare in digitale senza una vera e propria troupe di professionisti al tuo seguito e considerando che questo in pellicola è il suo esordio nel cinema di serie “A” Fratter è riuscito ad imprimere la sua impronta personale al girato dando così l’opportunità ai suoi estimatori di riconoscere i suoi tratti, il suo stile derivante dalla storia del nostro cinema di genere italiano anni 70.

E’ stata una vera e propria sorpresa notare con quale disinvoltura abbia saputo dirigere una vera troupe con personalità e intelligenza riuscendo a portare a termine una vera e propria impresa perché, per chi non lo sapesse, la produzione gli ha dato 2 mesi di tempo per portare a casa un prodotto finito accordando a Roger la massima fiducia con le ovvie responsabilità annesse.


Veniamo invece alla sceneggiatura del film scritta da Patrick Burke e Monica Galli Casagrande con la collaborazione di Carla Pacelli: direi che la parte più penalizzante viene proprio dallo script purtroppo poco efficace perché pur avendo delle belle premesse il film non vuole mai decollare; vi sono molte sequenze in cui la suspence cresce ma ad un certo punto, quando ci si aspetta che accada qualcosa, tutto si appiattisce smorzando l’interesse dello spettatore. Fratter ha dovuto perciò in alcuni casi salvare il salvabile e addirittura riscrivere parte del copione e dei dialoghi solo qualche ora prima del ciak, e per fortuna è riuscito nel suo intento come ad esempio in una delle sequenze che ho maggiormente apprezzato, la scena finale tra le due sorelle all’interno dell’ospedale. I fans di Fratter potrebbero venire spiazziati da questo prodotto, mentre per i neofiti il discorso sarà ben diverso, perché a differenza dei lavori passati caratterizzati da molte scene di nudo (con attrici una più bella dell’altra) e da sequenze ad alto tasso splatter qui non vedrete nulla di tutto questo: l’unica scena di sesso, se così si può definire, è il piccolo seno di Cora interpretata da Sara Cioffi e l’abbondante seno della zia (che però non sarà presente nella Director’s Cut perché inserito in una sequenza che Roger non ha riconosciuto); mentre sangue se possibile ce n’è ancora meno: un paio di forbiciate allo stomaco (si vede ben poco) e qualche pezzetto di cerebro sparso per terra in dirittura d’arrivo. La versione che abbiamo visto, come detto in precedenza, è stata amputata di alcune scene che abbiamo fortunatamente potuto vedere dopo la proiezione ed effettivamente capisco il forte disappunto del regista che, ricordiamolo, nasce come montatore (professione che svolge tutt’ora) e come tale non ha potuto sopportare queste manipolazioni che confermo hanno penalizzato la pellicola.
La serata è stata molto interessante perché dopo aver assistito alla visione del film si è svolto un dibattito al quale, oltre a Fratter, hanno partecipato l’organizzatore della serata Marco Locatelli, il musicista Massimo Numa collaboratore di Roger sin dai tempi di “ANABOLYZER” che ci ha raccontato molti aneddoti divertenti sul modo in cui si sono conosciuti e di come nasca una colonna sonora, e il vicedirettore di “NOCTURNO CINEMA” Davide Pulici. All’evento era anche presente William Carrera (Luca) protagonista maschile del film che, come sottolineato da Pulici, è parso l’attore più promettente, quello che meglio di tutti si è calato nella sua parte, oltre ad Irene Giordano e Carlo Girelli.

Brave entrambe le protagoniste femminili, l’attrice polacca Eliza Ryciak (Sara) e l’italiana Ilaria De Angelis (Martina). Tra i ruoli che più mi hanno convinto metterei anche Roberta Pucci (Laura) nel film madre delle due sorelle mentre ho trovato un po’ fuori luogo (mi ricordava Mariangela Giordano di “Zombi Horror” fisicamente) l’attrice Cinzia Molino.
Tirando le somme direi che dal lato tecnico “INNAMORATA DELLA MORTE” è un film a tutti gli effetti, non ho notato nulla fuori posto mentre ribadisco il mio disappunto per la sceneggiatura troppo debole, senza impennate di rilievo se non nella seconda metà della pellicola ma non me la sento di giudicarla come un passo falso direi piuttosto che diventa un punto di partenza nella speranza che qualcuno noti questo bravo cineasta italiano che è riuiscito ad arrivare sin qui solo con le sue forze e quindi per merito non per conoscenza il che, in Italia, sembra quasi un’utopia... Con una bella storia sono certo che Roger Fratter potrebbe arrivare molto in alto visto che, a quanto mi risulta, sia l’unico regista indipendente che in un certo senso ce l’abbia fatta. Ora però inizia il difficile, mantenere le premesse e proseguire per fare sempre meglio e tanto per non smentirsi, Roger sta già girando un nuovo lungometraggio intitolato “MIMESIS” (definito dallo stesso lesbo/thriller) questa volta in digitale ma con una troupe al seguito e prodotto sempre dalla EXCELSIOR CINEMATOGRAFICA, casa di produzione milanese che gli ha permesso di realizzare “INNAMORATA DELLA MORTE”, i cui sforzi andrebbero premiati per lo meno perché hanno tentato un’avventura temeraria, un salto nel buio che per il coraggio con cui hanno affrontato il tutto meriterebbero un grosso incitamento a continuare.
Un’ultima novità: sono terminate le riprese di “CYMBALINE”, sul sito www.rogerfratter.com potrete leggere le news, guardare le photogallery e scaricare i trailer dei suoi precedenti lavori.



 

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