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+ * "KAGE NO KURUMA" di Yoshitarou Nomura

di Naoki Takuno (La bozza di questo articolo è stata corretta da Giovanni Modica)

Kage no kuruma(1970)
(trad. in italiano: Ruote di ombra)
Regia: Yoshitarou Nomura
Soggetto: Seicho Matsumoto
Sceneggiatura: Shinobu Hashimoto
Musica: Yasushi Akutagawa
Attori: Gou Katou(Yukio Hamajima), Shima Iwashita(Yasuko Koiso), Mayumi Ogawa(Keiko Hamajima), Hisato Okamoto(Kenichi Koiso), Shinsuke Ashida(ispettore)


Seicho Matsumoto (1909-1992) è uno dei più popolari giallisti giapponesi. Lo chiamano Gran Maestro del "giallo sociale"("syakaiha suirishousetsu" in Gapponese). Tanti dei suoi romanzi hanno elementi sociali, realistici, e di umanità. Dagli anni 60 agli anni 70 i gialli erano in voga e trasposti spesso dal regista Yoshitarou Nomura(1915-2005) in film tra cui un giallo drammatico, "Suna no utsuwa"(1974, trad. in italiano: Recipiente di sabbia), che è il più riuscito e celebre. E' una storia sulla discriminazione sociale verso i malati del morbo di Hansen e su un pianista che ha un destino pesante sulle spalle. Tanti lo considerano il miglior film della coppia Seicho-Nomura. Ha ottenuto un titolo di "giallo d'autore" e ha ispirato 3 remake televisivi.


Tuttavia Seicho ha scritto anche un brano illusionista, "Senzai koukei"(trad. in italiano: "Paesaggio nel subconscio") , breve racconto su un bambino malefico. "Kage no kuruma" è un film giallo basato sul romanzo, diretto dal Nomura. Penso che il film sia quasi sconosciuto in Italia. Anche da noi è molto meno conosciuto di "Suna no utsuwa". Forse perché "Kage no kuruma" è un po' troppo morboso, come un'opera d'autore.


Sebbene Nomura abbia fatto tanti film popolari inclusi comici sgangherati, alla fine della carriera il suo nome era rivolto ai critici e agli spettatori con gusti più eleganti. Infatti l'anno scorso, alla sua morte è stato dato risalto sulle prime pagine dei giornali. E' chiaro che lui non era affato un regista da horror. Ma curiosamente qualche volta quest'autore ha utilizzato elementi orrorifici per i suoi film. "Kage no kuruma" è uno di essi.

La trama inizia con la scena dove un agente di viaggi, Yukio Hamajima, per caso rincontra nell'autobus un'amica d'infanzia, Yasuko Koiso, adesso vedova e venditorice di polizze d'assicurazione. Lei è gentile, simpatica e affascinate.

Yukio è già sposato ma ancora senza figli, e sua moglie Keiko pare un po' indifferente verso di lui a causa dell'entusiasmo per il lavoro e dell'attività cittadina. Yasuko vive in vaga apprensione, sola con suo figlio di 6 anni Kenichi . Entrambi Yukio e Yasuko sentivano un senso di solitudine.

Così i 2 si innamorano e Yukio frequenta segretamente la casa di Yasuko. Però Kenichi, con volto inespressivo, non si affeziona affatto per Yukio, e negli atteggiamenti distaccati del bambino Yukio vede una certa voglia di ucciderlo...

"Un bambino nutre intenzioni omicida?" Il film ci pone una questione interessante. A volte sì, forse. Seicho disse, "Volevo scrivere come viene proiettato il mondo degli adulti negli occhi di un bambino col complesso di Edipo". Secondo Kenichi Yukio è un invasore che irrompe all'improvviso nella relazione dolce e felice con la madre e la rapina. A Yukio il bambino sembra un essere inquietante che lo spia sempre aspettando occasioni di assassinio, un piccolo mostro. La paura di Yukio sarebbe solo l'ossessione provocata dal senso del peccato, sarebbe la realtà. E il bambino gli ricorda il lontano passato.

Dalla pubblicità del film:
Che cosa vuol dire "Ruote di ombra"?
"Ruote di ombra" si nascondono nella mente.
Quando uno prova un senso di solitudine, cominciano a ruotare profondamente e crudelmente......
Questo film vi presenta uno psico-processo a catena nel quale un uomo che ha un passato che non si può confessare agli altri, incontra una bella vedova-amica di vecchia data che ha un figlio di 6 anni, fa l'amore con lei, e intanto che ripete le dolci avventure gli resta un'inconscia e terribile ossessione dell'età infantile. L'ossessione e l'inconscio cambiano in una doppia immagine, l'immagine corre in tutta la sua mente proprio come 2 ruote di carro, e poi, gonfiata fino all'impossibilità di essere conservata dentro, costringe l'uomo a commettere un crimine assurdo ed orrendo.

Un critico ha indicato che la tematica si adatta a un dogma buddista, "Inga ouhou" che predica "se fai male a qualcuno la malvagità certamente torna a te stesso". Nel finale allucinante si svela che in verità quando era bambino anche il protagonista...


Probabilmente Seicho e Nomura intendevano fare un giallo psicologico con un titolo metafisico. Ma la storia era troppo anomala. L'esito è più un horror che un giallo. Alcune sequenze funzionano come l'orrore. E insieme agli orrori c'è il Giappone dei vecchi tempi visto attraverso gli occhi dei bambini. Il Giappone che abbiamo ormai perduto e dimenticato. Per noi "Kage no kuruma" è anche un horror della nostalgia.




 

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