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+ * Aviaria: no a crociate anti-gatto !

In questi giorni è giunta la notizia di un gatto in Germania che è morto a causa dell'aviaria per aver ingerito un uccello affetto da tale malattia. Ovviamente i Tg nazionali (e presumo anche quelli internazionali) non hanno perso tempo ed hanno preso subito la palla al balzo per cavlacare l'onda e iniziare una ennesima campagna di allarmismo. Nello stesso servizio hanno però voluto subito pulirsi la coscienza invitando a non iniziare campagne di sterminio anti-gatto (come d'abitudine, visto che prima fanno pubblicità contro l'obesità e poi ci mostrano le pubblicità di McDonald...). E' facile pensare che presto (finché per lo meno non ci verrà propinata un'altra notizia pro-panico destabilizzante) verranno fatti sparire un sacco di randagi e verranno altresì abbandonati altrettanti felini di casa perché (sempre al Tg) hanno riferito che i segni di una possibile infezione sono naso che cola (e chi ha un gatto sa quanto sia facile che al nostro animale possa colare il naso) e lacrime sulle ciglia. Il problema, se così si può chiamare, è che si potrebbe innescare una sciagurata quanto barbara e medioevale caccia ai randagi per prevenire il virus. Una soluzione semplice potrebbe esserci: diamo ai randagi di che nutrirsi, come già fanno alcuni centri in Spagna e in Grecia, così da diminuire la possibilità che attacchino volatili infetti. Basti pensare a quanti avanzi vengono gettati nell'immondizia dai vari ristoranti e bar tutti i giorni. Certo che si può obiettare che nutrire i randagi non risolverebbe la cosa ma sicuramente sarebbe un buon deterrente.


La LAV sta fecendo circolare un volantino in cui si cerca di sensibilizzare l'opinione pubblica. Riporto qui sotto il testo:

"No alla crociata anti-gatto": è l'appello che la LAV rivolge agli italiani e alle autorità tedesche dopo la notizia del gatto morto a causa del virus H5N1, sull'isola di Ruegen, nel Mar Baltico. Autorizzare i cacciatori a sparare a gatti o cani randagi, come avrebbe deciso di fare il ministro dell'agricoltura del Meclemburgo-Cispomerania, Till Backhaus, è una misura dettata dal panico e indegna di un paese civile. La LAV invita i cittadini italiani a non alimentare allarmi ingiustificati verso animali domestici o verso i randagi, ricordando che i gatti delle colonie feline che vivono liberi nelle nostre città sono sotto la tutela sanitaria del servizio veterinario competente per territorio.

Speriamo vivamente che non si scada in un assurda caccia che non porterà a nulla.

Christian Arioli e Irene Giordano




 

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