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Le interviste di Christian Arioli




LA MALIZIA DEL DIAVOLO: INTERVISTA AD ALDA TEODORANI

Alda è una scrittirce. Leggere uno dei suoi racconti significa lasciarsi trascinare in basso, giù giù fino a sfiorare l'abisso della più nera paura senza avere la certezza di riuscire a risalire indenni. Ho avuto modo di conoscere Alda attraverso la Filmhorror coi quali sto collaborando per portare a termine un progetto intitolato "Appuntamenti Letali" in cui alcuni suoi racconti verranno tradotti in cortometraggi da presentare nel 2006 in una serata speciale.

Chi è Alda Teodorani ?
- Sono solo una persona qualsiasi, legata ai maestri dell’horror da un legame indissolubile. A un certo punto ho sentito che anche io volevo dire qualche cosa, qualcosa di diverso. Non mi ritengo né migliore né peggiore di altri scrittori. Solo diversa. Con una propensione verso la narrativa noir, horror, verso i generi. E sicuramente verso il romanticismo nero.

Com’è iniziata la tua carriera di scrittrice ?
- Ho letto molto quando ero piccola. Tanto, e di tutto. E a un certo punto ho sentito l’esigenza innegabile di poter essere anche io a raccontare storie agli altri. E’ chiaro, lo ammetto, la figura dello scrittore mi affascinava molto, ma la cosa più importante per me, oltre a questo, oltre alla cosiddetta “febbre” della scrittura, era riuscire a farmi leggere dagli altri, creare un rapporto con il mio lettore, fare in modo che mi portasse un po’ con sé, dentro la sua mente. Ho cominciato a scrivere nel 1991 con Granata Press, casa editrice di fumetti, dove ho pubblicato i miei primi due libri. Erano storie molto dure e violente dove mi piaceva sperimentare fino a che punto potevo arrivare, senza soffermarmi su niente altro. Ci sono stati i passaggi dai fumetti, come "Splatter" e "Mostri", c’è stato "Nero Italiano" con Mondadori, l’esperienza di fondare il Gruppo 13, con Lucarelli, Macchiavelli e gli altri, c’è stata l’antologia "Gioventù Cannibale "di Einaudi, il neo-noir di Roma e tanto altro!!!

Perché come genere hai scelto l’ horror ?
- L’horror... ma anche altro. Mi ritengo una scrittrice che pratica i generi, però non se ne lascia intrappolare. Il mio è forse più un “metagenere” che un genere. So uscirne se e quando voglio. Ma i generi contengono archetipi potenti e io li ritengo più validi rispetto a tanta letteratura cosiddetta ALTA. E, in ogni caso, l’horror è quello che amo di più leggere, che mi emoziona di più. E poi, per dirla con King... forse è lui che ha scelto me!!!

Che rapporto hai col cinema ?
- Il cinema è qualcosa di straordinario per me, un vero e proprio divertimento che mi rende la vita più leggera. Con l’arrivo del DVD, con tutti gli extra, c’è la possibilità di sapere dove e come è stato girato un film, i vari pareri sulla pellicola oppure anche aneddoti sul set ecc. dalle voci dei protagonisti. Il cinema mi aiuta a visualizzare il fantastico, a immaginare le cose che scrivo con vere e proprie sequenze narrative, è un appoggio notevole per me e, io credo, per tutti gli scrittori.

Hai dei registi preferiti ?
- Devo cominciare con gli “esperti del genere” Pupi Avati perché è un regista poeta, anche al di là dell’horror come nel bellissimo “Le strelle nel fosso”, e Dario Argento, che resta il mio primo amore nel genere, tra i suoi il mio preferito è “Inferno”, ma tutti i registi italiani dell’horror, che hanno quella genialità in più rispetto ai colleghi d’oltreoceano: Fulci, Bava, Freda e i moderni Sergio Stivaletti e Soavi; ho un’affezione particolare per Joe D’AmatoMassaccesi, che ho conosciuto, e per il suo Buio Omega, che cito spesso nelle mie opere. E poi tutti gli altri: i miei film di culto, comunque, quelli che ho visto decine di volte, sono Psycho e Il silenzio degli innocenti.

Quanta Alda c’è nei tuoi racconti ?
- Abbastanza da vergognarmi di parlarne... Come dice il mio amico Antonio Veneziani probabilmente racconto solo le mie ossessioni, di fatto mi piace inserire fatti realmente successi, far indovinare al lettore cosa è vero e cosa è falso, pur facendogli capire che questo è solo un gioco e che la mia icona, l’icona della “regina dell’horror”, è solo un pretesto, bisogna scendere più nel profondo, saper guardare con occhi diversi come se la vita – anche la vita – fosse un gioco, una finzione. Bisogna leggere i miei romanzi tenendo sempre presente che la realtà è una cosa e la fantasia è un’altra, sapere che quando chiudi il libro nessun mostro potrà uscire da quelle pagine, come amo ripetere.

Hai un tuo racconto al quale ti senti più legata degli altri ?
- Volta per volta la scrittura ti prende con sé e tu non puoi farci veramente nulla. Così, per me, i racconti che amo si susseguono senza sosta. Ogni libro, ogni rigo, ha una sua storia specifica, come ogni istante della mia vita.

Quando scrivi hai già nella testa la storia oppure tutto nasce durante l’ atto stesso ?
- Sinceramente è difficile da dire. Sicuramente non sono i miei incubi come pare succeda a Dario Argento. Certo l’amore, vero o immaginario, ha sempre un grosso ruolo nei miei scritti; come pure l’innocenza, la purezza dei protagonisti (anche quando sono psicopatici assassini). Per dirlo non basterebbe un romanzo perché ogni vicenda narrata parte da qualcosa di diverso: fatti che mi capitano, persone che vedo, i miei pensieri o i desideri. Sto cercando di narrare tutto questo nei miei libri: non l’ho fatto con le prime edizioni, fino a “La Signora delle torture” (Addictions) dove ho spiegato l’origine di ogni racconto, e in Organi ho fornito una lunga spiegazione iniziale. Lo farò da ora in poi, anche con le ristampe.

Quanto è importante per te la musica ?
- Per la musica il discorso è complesso: vado a periodi. Mi piacciono le note che mi accompagnano mentre scrivo, che segnano con me il ritmo delle mie parole, delle dita che battono sui tasti. Alcuni dei miei racconti più dolci sono dedicati alla musica, la musica di Mirko Fabbreschi accompagna i miei brani nell’audio-book Quindici desideri. Però, poi, ci sono istanti in cui vorrei il silenzio assoluto... peccato che a Roma quest’ultimo è impossibile da ottenere. E allora: musica!

I tuoi prossimi progetti ?
- Un nuovo romanzo, chiaramente... top secret fino alla pubblicazione!!!

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