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Le interviste di Christian Arioli




VOCI NELL'OMBRA:INTERVISTA AL DOPPIATORE MARCO CORTESI

I doppiatori possiamo definirli l'anima dell'attore in quanto prestano la propria voce per confrire al personaggio cio' che un volto adatto non garantisce spesso e volentieri. Abbiamo contattato l'amico Marco a Roma dove vive da ormai dieci anni, pur essendo di origine bergamasche, per farci spiegare un po' cosa succede dietro le quinte di questo mondo poco conosciuto

Come sei entrato nel mondo del cinema ?
- E’ cominciato tutto con il teatro, poi il passaggio alla televisione e al cinema è venuto di conseguenza.

Hai fatto teatro, cinema e televisione: quale di questi è la dimensione a te più congeniale e perché ?
- Scartando la televisione, che forse è il mezzo più ibrido, Sono ugualmente attratto dal cinema e dal teatro, Il cinema esalta la mia voglia di “tecnica” , di organizzazione, di creatività e il teatro invece la necessità di emozione, di irripetibilità, di magia “artigianale”...

Tra i vari film ai quali hai prestato la tua opera di direttore del doppiaggio ce ne sono due in particolare che mi hanno colpito: "Angeli perduti" di Wong Kar Wai e "The Killer" di John Woo. Cosa ricordi di questa esperienza ? E che differenza c’è tra un film destinato per le sale (Angeli perduti) ed uno per il mercato Home Video (The killer) ?
- Sono due film girati ad Hong Kong con caratteristiche molto simili, entrambi di indiscussi maestri del cinema, ma mentre “angeli perduti” è stato doppiato per l’ uscita al cinema in contemporanea con la presentazione europea al “bergamo film meeting”, The killer è stato doppiato in italiano qualche anno dopo la sua realizzazione, sull’onda del successo del film ”pulp fiction” il cui regista, Quentin Tarantino, dichiarò di essersi ispirato al film di John Woo. E’ un film violento ma poetico di forte matrice asiatica, ma con un montaggio e una velocità che non ha nulla da invidiare ai migliori film di hollywood. Angeli perduti, invece, è un film divertente e stralunato che contiene i prodromi dello stile “Kar Way” che si è delineato negli anni seguenti. La differenza sostanziale tra un film per le sale e un home video è il supporto finale, nastro magnetico digitale o pellicola,e naturalmente i costi di lavorazione. Mentre la cura, almeno nel mio caso è la medesima.

ANGELI PERDUTI

THE KILLER

Hai anche partecipato ad un film di Castellari, Gioco a incastro, come aiuto regista. Com’è stato lavorare con un’icona del cinema d’azione degli anni 70 e non solo ?
- Lavorare a fianco di Enzo è stata una vera lezione di cinema, è un regista che sembra nato sul set (in un certo senso è così essendo lui figlio di Marino Girolami, regista con decine di film all’attivo) con un grande senso dell’ organizzazione e molto determinato. Ricordo in particolare la cura che ha per l’inquadratura. Enzo pretende sul set uno scatolone pieno di oggetti stranissimi (candelabri, statuette) e spesso ne sceglie uno come dettaglio da cui far partire un carrello o una ripresa statica. E’ la firma “Castellari”...Controllate nei suoi film!

Mentre dell’esperienza de “Le sciamane” ? Qui sei stato anche attore...
- “Le sciamane” era l’opera prima di anne Ritta ciccone a cui ho partecipato come attore, è stata una bella avventura, eravamo tutti molto entusiasti, alcuni erano già miei amici come Mario de candia e antonella ponziani e altri sono state piacevoli scoperte, in particolare il povero Piero Natoli, che è scomparso dopo poco. L’unico neo di quel film è.... che io non compaio praticamente mai, perché come capita spesso, specie alle opere prime, il film una volta montato era molto lungo e la registra si trovò costretta a tagliare abbondantemente per Ridurre il minutaggio. E così il mio personaggio come molti altri furono falcidiati per esigenze di botteghino... Sempre meglio di quello che faceva Fellini, il quale girava intere sequenza con attori, comparse e scenografie appositamente realizzate e poi non le inseriva nei suoi film, con grande disappunto dei miei colleghi che avevano lavorato con lui e non trovavano traccia del lavoro fatto...

LE SCIAMANE

Com’è il mondo dei doppiatori ?
- E’ un tranquillo ambiente, forse il più impiegatizio tra quelli dello spettacolo, dove, per fortuna, non c’è ancora spazio per i “parvenue”.

Ci sono rivalità tra di voi ?
- E’ naturale, ma non quanta ce n’è al cinema o a teatro, perché il doppiaggio è un lavoro molto tecnico e non tutti sono in grado di farlo, di conseguenza non ci sono molti “rivali” e l’ambiente è quindi più tranquillo.

Tuo padre è un tuo collega... com’è lavorare in famiglia ?
- E’ divertente, anche se non capita spesso. E’ chiaro che buona parte della mia esperienza viene anche da mio padre, ma per strani meccanismi della vita ci siamo sempre trovati a lavorare su progetti diversi. ma io ho iniziato a lavorare insieme a lui, e quando ho diretto i miei film più importanti, ho sempre trovato una parte per renato, che lui ha generosamente ricoperto.

Non è frustrante dare la voce ad un volto sapendo che non si verrà ricordati dal pubblico per averlo fatto ?
- Sai, questo dipende dalla tua smania di celebrità...il doppiaggio non è la via più facile. Noi preferiamo trovare la soddisfazione nel lavorare con passione e professionalità come vere “voci nell’ombra” .

Come si svolge il lavoro di un adattatore/dialogista ?
- L’ adattatore dei dialoghi è un lavoro estremamente importante, ce ne accorgiamo quando i dailoghi sono fatti male.... è importante che il dialoghista riesca a cogliere lo spirito e il messaggio che l’autore del fim vuole rendere scegliendo il miglior compromesso tra la sincronia labiale e una forma elegante di dialogo. Non a caso i dialoghisti sono considerati autori a tutti gli effetti e tutelati come tali. E’ un lavoro che non ha niente a che vedere con la traduzione ma piuttosto con la scrittura narrativa.

Cosa significa essere direttori di doppiaggio ? Che responsabilità ci sono ?
- Il direttore del doppiaggio ha la responsabilità artistica del film doppiato. A causa dei ritmi serrati della lavorazione è prassi che i doppiatori si trovino a doppiare un film che non hanno visto per intero e spesso neppure in sequenza. In questo caso interviene la figura del direttore di doppiaggio, che avendo visto e studiato il film e deciso la distribuzione delle voci italiane e alcune scelte di stile, se necessario, le comunica agli attori che si trovano a doppiare sequenze “al buio”. la responsabilità è inerente alla scelta delle voci, a cambiamenti di stile del film dovuti alle discrepanze tra la lingua originale e l’italiano e alla riuscita glubale del doppiaggio.

Qual è stata l’esperienza che più ti è rimasta dentro ?
- “Angeli perduti” è stata certamente un esperienza significativa per quanto riguarda il doppiaggio. Come aiuto regista decisemente “Nanà” di Alberto Negrin dove mi sono trovato a lavorare con artisti del calibro di Danilo Donati e Ennio Morricone.

Una volta anche i films italiani venivano doppiati. Oggi c’è invece una tendenza a lasciare le voci originali. Cosa ne pensi di questo ? Non credi che ognuno debba avere un ruolo ben preciso nel mondo del cinema?
- La legge voce-volto che impedisce ai registi di prendere attori italiani dalla bella faccia e farli poi doppiare da bravi doppiatori dovrebbe tutelare l’attore professionista (bello e bravo) dalla concorrenza dei modelli o dei dilettanti (solo belli). Purtroppo basta accendere la tv per accorgersi che i registi continuano ad usare belle facce, solo che ormai (ahime) non c’è nessuno che le doppia!

E’ più facile doppiare da una lingua straniera alla nostra o da italiano su italiano ?
- Questa è una bella domanda... è chiaro che risulta più semplice doppiare in italiano sull’italiano, ma a patto che il dialogo sia uguale all’originale. Siccome spesso i registi italiani usano il doppiaggio come escamotage per correggere problemi di sceneggiatura spesso il povero attore si trova costretto a inzeppare concetti contorti e profondi su di una scena dove in presa diretta si parlava di una partita di calcio!

Come vedi il futuro del cinema di casa nostra ?
- Abbastanza bene, a patto che si sviluppi la scrittura delle storie. Abbiamo bravi registi, ottimi attori e, a volte sembra, niente da dire....

Progetti futuri ?
- Mi sposo a settembre! Scherzi a parte, non credo che il doppiaggio mi lascerà tempo per altro quest’anno.

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