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Le interviste di Christian Arioli




IVAN IL TERRIBILE

Un'intervista davvero scoppiettante in cui il noto cantante si racconta e senza peli sulla lingua o frasi di circostanze dice esattamente quello che pensa riguardo il mondo dello spettacolo. Avremmo dovuto incontrarci a Novegro ma per cause esterne l'appuntamento è saltato per cui abbiamo dovuto ripiegare alle e-mail...

In che modo ti sei avvicinato alla musica ? Nei favolosi anni 70 c'era veramente tanta libertà di esprimersi come meglio si credeva in campo artistico e non solo oppure è solo un'idea preconcetta che si ha ?
- Assolutamente tutto diverso, più vero, più reale, più puro. Ti faccio un esempio: le radio libere che sono nate proprio alla fine degli anni 70 ora sono radio assolutamente globalizzate e inutili... che trasmettono tutte lo stesso suono a pagamente naturalmente ! E se per esempio vorresti ascoltare Cole Porter o l'ultimo di Kate Bush o Paul McCarthty... sono cazzi tuoi... perché in quel tipo di radio non lo trasmetteranno mai !

Quanto differente era il "giro" londinese rispetto a quello italiano? E cosa ti ha insegnato vivere per un po' in Inghilterra ?
- L'Italia era provincia rispetto a Londra... ma il guaio è che siamo solo arricchiti ma la provincia rimane intatta in tutte le sue più meschine sfaccettature... la musica, il cinema, tutto è provincia-pessima, non a caso il cantante più famoso in Italia è un cantante di provincia forse autentico... ma comunque di provincia ! E non assomiglia certo ad un Jagger o a un Bowie o anche solo a un Gary Newman.

Tornato in Italia dopo la parentesi inglese inizi a tenere i tuoi primi concerti: hai incontrato molte difficoltà ? E come ti trovi nella "live" ?
- Sempre bene live... poiché cantare dal vivo è la palestra per voce ed emozioni.

Che aria si respirava in quel periodo in cui hai suonato con la crème dei nostri musicisti come PFM, Area, Aktuala, Rocchi, Finardi, Bennato... ?
- Si respirava aria cosmopolita... se pensi anche solo agli Area quanto erano avanti ! Mamma mia, altro che la robaccia di oggi... Negramaro e agrodolce !

L'incontro con Nanni Ricordi, autentico talent scout dell'epoca, ti ha portato alla realizzazione del tuo primo lp "UOAEI": com'è stata la gestazione del progetto ? Ti sei ispirato a Stratos per l'uso della voce in modo strumentale ?
- No ! Lo stimo molto ma erano strade diverse... io ammiravo molto Tim Bukley, Yma Sumac e Nina Hagen.

Hai dichiarato nel libro di Casiraghi che al Parco Lambro del 1976 hai dedicato il tuo pezzo al tuo ragazzo scatenando un putiferio tra il pubblico impreparato: pura provocazione o semplicemente la volontà di mettere subito in chiaro le cose ?
- Nessuna provocazione, uno come me era quella cosa lì oppure non era affatto ! Ecco l'importanza di essese se stessi, artisti anarcoidi nella forma e nell'ispirazione e nell'arte d'inventare ma soprattutto senza alcuna scuola che appiattisca e serializzi l'arte. Insomma, altro che la De Filippi o Mogol... per favore !

I diversi gusti sessuali possono essere ancora un ostacolo per essere accettati come semplici esseri umani dalla gente che si ritiene "normale" ?
- La discriminazione c'è ancora ! Nulla è cambiato ! Anche se apparentemente tv e media si sono innamorati del gay... o del frocio-formato famiglia ! Ma la realtà sta nella "normalità" della diversità senza alcuna discriminazione e alcuna elevazione. Certo è triste che a tutt'oggi sia l'unico cantante dichiarato mentre altri più famosi di me... specialmente uno siano l'immagine più bieca di ipocrisia e abbindolamento delle masse e delle massaie. Addirittura questo omosessuale represso e in stato di odio profondo verso la sua condizione ha osato paragonare i gay ai down !

Il fatto di aver inserito nel Grande Fratello un presunto trans non credi che anziché essere un modo per emancipare il pubblico sia in realtà un mezzo sporco per far apparire queste persone come fenomeni da mettere in vetrina per aumentare l'audience ? E cosa pensi dei reality avendone tu stesso preso parte recentemente ?
- E' vergognoso giocare con il sesso e con la profondità di problemi seri come il cambio di sesso. Si sta giocando come al telequiz sui sentimenti sulla propria identità. Detesto i reality ! Perché alla fine sono solo pura inutile spazzatura che annebbia le menti delle masse ormai consumate dalla droga-tv !

Com'è stato passare dal fervore degli anni 70 al grigiore degli 80 ?
- Questo non è affatto vero. Anzi, gli anni 70 vuoi per l'austerity, vuoi per varie ragioni di ploitica estrema e brigatista erano ache anni di piombo e di tinte oscure. Mentre invece gli anni 80, come diceva Warhol, assomigliavano molto agli anni 60.

Cos'è e com'è nata l'idea di "T.U.V.O.G." ?
- E' nata ! Quando vuoi riunire tutti i linguaggi comunicativi che vanno dall'udito al gusto, al tatto... ecco, era una primordiale idea di ciò che oggi chiamano multimedialità.

Si può ancora essere liberi di fare arte in Italia senza scendere a compromessi ? E quanto è difficile oggi per un giovane emergere senza "conoscenze" rispetto a quel periodo ?
- No ! In Italia non si può più fare nulla ! Tutto è assolutamente corrotto, privo di spontaneità e soprattutto misero di idee e di mecenati illuminati come ho avuto la fortuna di conoscere io cioè il grande Nanni Ricordi.

Che rapporto hai col cinema ? Il tuo unico ruolo cinematografico è un film sperimentale coproduzione tra Italia e Polonia "Il tempo delle emozioni" di Dario Maria Gulli...
- Il cinema mi piacerebbe molto ma che si può fare in Italia se non film alla De Sica (Christian naturalmente non il grande Vittorio) o filmacci ancora di più orripilanti. Oppure qualche tentativo inutile alla Muccino o altri inutili tentativi. Mamma mia, se penso a Fellini e a Visconti... Dove siamo finiti ragazzi ! A Miami a Natale naturalmente ! Mi vengono i brividi...

Cosa pensi del successo ottenuto da "2060 Italian Graffiti" ? Non credi che a differenza di quanto creato in precedenza, decisamente più spinto verso l'avanguardia, questo successo implica una non attenzione da parte del pubblico nel capire nuove proposte ? Non è frustrante la cosa ?
- E' stata una cosa bellissima e piacevole e a modo suo era avanguardia, solo che la mia idea è stata una bomba che è esplosa e subito mani avide come Caselli e altri ne hanno perpetuato una iterazione commerciale che mi ha danneggiato a morte.

"Bandiera Gialla" è stato un po' il seguito obbligato ?
- Era molto bello, arrangiato da un grande Stefano Previsti ma già inutile a modo suo poiché l'idea che valeva era la prima volta e non la seconda e tanto meno la terza. Ma la Medea della musica, come diceva la mia amica Giuni Russo, la Medea dicevo, doveva distruggere tutto ciò che aveva in parte creato !

"Ivan il Terribile", nuova concezione e ancora all'avanguardia, non viene recepito ? E' la conferma di quanto detto prima ?
- Esatto !

Quanto, in proporzione, è colpa (vedi anche responsabilità) del pubblico che non vuole accettare nuove idee e quanto dei produttori che non vogliono proporne di nuove ? Non si vuol proprio uscire dalla banalità, dalle solite cose ?
- Finché ci saranno radio ottuse e globalizzate non ci sarà futuro per le idee ma solo per strade già battute e ormai consumate.

Com'è nata l'idea di "1000 Gioconde Haiku" ?
- Sono collage, volti, foto di occhi e bocche mescolati a pasta e axrilico e polimaterico. Il titolo di ogni Gioconda era formato da una poesia minimale giapponese detta haiku

Quali sono i tuoi ispiratori musicali ?
- Mi piacciono Sakamoto, Gershwin, Laurie Anderson, Miles Davis e tutto ciò che mi da sensazioni nuove. Odio il rock già battuto e risaputo.

Come ti sei avvicinato alle filosofie orientali ?
- Non ne voglio parlare... non sono Madonna che sbandiera ai quattro venti la sua kabbala ! Che cretina ! E' veramente l'immagine più vuota e insulsa della nostra epoca ! E poi la religione è un fatto molto intimo... non è una squadra di calcio per cui battersi. I popoli hanno abbastanza religioni per odiare ma non hanno ancora abbastanza religioni per amare. Ecco, hai capito perché non si deve parlare di religione ma la si deve vivere singolarmente in silenzio, altro che Madonna e Richard Gere !

"Zoosocietà due.000" e "Kyrie Elei Songs": ce ne parli ?
- Sono parabole elettroniche, sono fiabe con finale a sorpresa, il tutto sostenuto da video e installazioni multimediali. Ma in Italia è come gettare perle ai porci.

Come si può sopravvivere nel mondo dello spettacolo di oggi senza adeguarsi agli standard ?
- Ecco ! Non si sopravvive ! Bisogna diventare guerrieri assoluti e difendersi dalla merda assoluta che invade le nostre coscienze ! Bisogna spegnere la televisione una volta per sempre !

Progetti futuri ?
- Tanti, tantissimi... ma poi da chi li faccio divulgare ? Da quelle teste di c.... di discografici che abbiamo qui in Italietta ?

Hai altro da aggiungere ?
- Assolutamente nulla... lo sfogo è raggiunto, grazie. Un bacio gigante... solo a chi ancora sa vivere dentro se stessi e fuori dal coro ! Proprio come canto in "Luna-Presente", il mio disco non radiofonico... e meno male !

Per chi volesse conoscere meglio il mondo di Ivan visitate il suo sito

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