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Le interviste di Christian ArioliPAZZE RAGAZZE SUICIDE: INTERVISTA (ANOMALA) A NINA E AI
PREMESSA Qualche mese fa, su alcuni forum della rete, sono apparse due strani utenti rispondenti al nome di Nina e Ai. All'inizio si è pensato ad uno dei soliti boicottaggi da parte di sedicenti "trolls" (utenti che si infiltrano nei forum di discussione col solo intento di creare tensioni e disagi attravreso provocazioni e turpiloqui) suscitando spesso la rabbia e l'incredulità delle nuove arrivate ma nel tempo, pur essendo a dir poco eccentriche, hanno dimostrato a tutti di non avere nessuna mala intenzione. La cosa che probabilmente ha incuriosito molti forumisti, me compreso, è stata che utilizzavano un nickname (un nome fittizio utilizzato nei forum per non rivelare la vera identità di chi scrive) unico per entrambe rispondendo ai vari topic come se a scrivere fossero in due. Nina era quella che scriveva effettivamente ma ciò pare succedesse dopo una breve consultazione con l'amica giapponese Ai. Proprio Ai è stata un po' quella che ha interessato maggiormente gli utenti appunto perché diceva di essere nata in Giappone e che ora viveva in Italia. Non è stato facile accettare le due ragazze perché si definivano "pazze ragazze suicide", dedite alla pratica di vari stili di arti marziali, all'uso della katana e all'uso delle armi da fuoco, vivevano insieme (e questo ha acceso la fantasia di non poche persone), facevano lo stesso tipo di lavoro che le teneva impegnate per lungo tempo lontane dalla loro casa... Insomma, troppo belle per essere vere ! E così, dopo esserci incrociati in qualche forum, incuriosito da quanto raccontato dalle ragazze e dal modo molto "maschile" con cui affrontavano certi argomenti pur dando a intendere di essere femministe, ho mandato un messaggio privato attraverso il forum per sapere qualcosa di più sul loro conto. Non ho ricevuto nessuna risposta e ho pensato di lasciar perdere convinto che probabilmente erano davvero una montatura. Così ho lasciato passare del tempo ma ancora una volta le nostre strade si sono incrociate e ho ritentato con un altro "P.M." più articolato e (col senno di poi) più convincente e alla fine mi hanno risposto. Nel testo del messaggio chiedevo a Nina e Ai cosa ne pensassero di rilasciarmi un'intervista. Devo ammettere che non è stato per niente facile ma alla fine sono riuscito, quando ormai non avevo più speranze, addirittura ad incontrarle per fare una chiacchierata insieme. Devo essere sincero: quando le ho viste la prima volta ho avuto un attimo di delusione perché mi aspettavo due ragazze completamente diverse da quelle che mi si presentavano davanti nonostante fossero due ragazze molto carine ma decisamente "normali", vestite come ci si veste per uscire un sabato sera tanto per intenderci. Ma una cosa mi ha veramente schoccato: Ai non era assolutamente orientale, era italiana quanto Nina e sinceramente a quel punto mi sono sentito preso in giro ed ero quasi tentato di andarmene. Poi però, probabilmente perché qualcosa dalla mia espressione poteva farlo intuire , Ai ha iniziato a parlarmi in giapponese. Mi sono seduto un po' imbarazzato, ho tirato fuori il mio registratore ed ho inizato subito ad intervistarle. PREMESSA 2 Non ho avuto il permesso di utilizzare i loro veri nomi e per realizzare un'intervista audio e nemmeno di inserire foto delle ragazze ed ho voluto rispettare questa loro decisione. Mi sembrava però di realizzare graficamente un'intervista poco appetibile così ho avuto la fortuna di contattare un bravissimo e giovane illustratore, Massimo Cavenaghi, col quale ho iniziato a collaborare per la realizzazione di alcuni disegni di Nina e Ai immaginandole come eroine di qualche fumetto pulp, così come loro stesse si erano dipinte. Dopo qualche tempo i disegni erano pronti e tutti quelli che potete vedere su queste pagine sono stati realizzati dal bravissimo Massimo appositamente per questa intervista. La nostra collaborazione non è finita perché qualcosa, da quella calda serata di settembre, è successo... Christian Arioli Chi sono Nina e Ai ? (Ai): Il fatto di essere così estreme ci consente di credere nelle nostre forze, nella vita non puoi contare sempre sugli altri e spesso tu sei la tua migliore amica. So che entrambe possiamo contare sulla fedeltà l'una dell'altra ma fuori da noi tutto diventa un'incognita, non sai mai cosa aspettarti dagli altri. (Nina): Sì, io e Ai ci fidiamo ciecamente l'una dell'altra, siamo davvero in simbiosi ma questo non significa che tra noi tutto fili liscio, anzi, spesso siamo in totale disaccordo e questo ci porta ad affrontare forti contrasti... (Ai): ... ma solo così possiamo rafforzare poi la nostra unione. Nina e Ai sono un po' i vostri alter ego: quanto di quello che scrivete è vero e quanto frutto un po' della vostra immaginazione? (Ai): La dimensione di un forum di discussione è l'esatta collocazione nostra perché pur parlando di argomenti più o meno reali con utenti reali, lo si fa in un modo molto differente, lo si affronta in modo totalmente diverso da come lo si affronterebbe nella vita di tutti i giorni, faccia a faccia. (Nina): Quanti forumisti si presentano, discutono, danno dei giudizi in una maniera che non è la propria ? Quanti di essi attraverso questo magnifico strumento che è internet si pongono, riescono a farlo, in una dimensione che gli permette di essere ciò che realmente si sentono dentro ? In queste grandi famiglie virtuali siamo tutti fratelli adottivi e siamo tutti un po' super eroi perché tra di noi, alla fine, c'è un muro che impedisce agli altri di entrare nel tuo privato, di invaderlo. Tu non sai chi sono loro e loro non sanno chi sei tu ma vieni accettato, non sempre vista la nostra personale esperienza. Quindi la dimensione "forum" secondo voi sarebbe una sorta di mondo parallelo in cui poter comunicare liberamente ? Ma ciò non può essere visto come un sintomo di insufficiente auto stima ? (Nina): Ovviamente non è un discorso che può valere per tutti: tu, ad esempio, mi pare che utilizzi internet per farti conoscere attraverso il cinema e quindi anche tu in un certo senso fai uscire la tua vera anima che è quella di fare il regista e in qualche modo ti sentirai diverso da quando invece sei nella tua vita "normale" e dove non puoi solo parlare di cinema ma anche di altre cose per te molto meno interessanti. Qui invece puoi essere quello che vuoi, puoi essere un regista a tempo pieno perché puoi scegliere di cosa parlare a differenza di quando affronti la realtà.
Questa consapevolezza di vivere in un sistema che non vi piace come ha influito sui rapporti con gli altri ? Perché vi definite "pazze ragazze suicide" ? (Nina): Se fossimo circondate da gente come noi i pazzi sarebbero la minoranza che non ha i nostri stessi comportamenti. E' la maggioranza che decide cosa sia giusto e cosa no e noi evidentemente per molti non lo siamo. E di cinseguenza, non volendo assoggettarci al sistema gli andiamo contro sbattendoci il muso consapevoli che ciò non farà altro che peggiorare la situazione ed ecco spiegato il motivo per cui ci definiamo anche "suicide". (Ai): Non si tratta di non aver rispetto per la nostra vita, anzi, è proprio il contrario ! (Nina): E' perché amiamo la Nostra vita che facciamo qualsiasi cosa per rispettare le nostre convinzioni, anche se questo va contro a molti.
NINA VISTA DA MASSIMO CAVENAGHI Qual è la vostra missione ? Ci parlate delle arti marziali che praticate e come è nata questa passione ? (Ai): Sì, è vero... (ridono) E' strano che questo tipo di lotta mi abbia preso così tanto, io sono molto amante del Giappone e perciò ho da sempre praticato arti marziali prettamente giapponesi come il karate, il judo e l'aikido con cui spesso mi misuro con Nina. Invece un giorno ho fatto la conoscenza di un istruttore di muay-thai il quale mi ha mostrato alcune tecniche di calcio e dell'uso delle ginocchia e dei gomiti come fossero vere e proprie armi e mi ha talmente impressionata che la sera stessa sono andata nella palestra dove insegnava per iscrivermi. Purtroppo un grave infortunio mi ha tenuta lontana dalla palestra per quasi due anni e ancora adesso a volte ne risento i postumi. Sbaglio o avete anche accennato all'uso della katana ? (Nina): No aspetta, così sembra che abbia inventato una balla in realtà le cose stanno così: un giorno siamo andate in un negozio che vendeva armi e ci siamo imbattute in due stupende katana...
(Ai): Molto costose che se ci ripenso mi si stringe ancora il cuore !
(Nina): ... di cui ci siamo innamorate alla follia perché adoriamo collezionare armi classiche giapponesi e qualche volta ci concediamo dei lussi. Comunque, abbiamo acquistato le katana poi ci siamo guardate in faccia e subito ci siamo pentite per l'elevato costo ma ormai era fatta. Così dopo qualche giorno ho costretto Ai a venire con me a cercare una palestra che insegnasse kendo per giustificare la spesa ma non ne abbiamo trovata nessuna; o meglio, una ce n'era ma era talmente salata che a quel punto abbiamo deciso di lasciar perdere.
(Ai): Quindi appena ne ha avuto l'occasione ha subito scritto in un forum (o forse anche più di uno) che eravamo abili con le katana per ammortizzare almeno virtualmente la spesa che ancora oggi grava sulle nostre coscienze. Quindi dicevate di essere amanti del cinema di arti marziali... CHANG CHEH CON UNA MANO TI ROMPO CON DUE PIEDI TI SPEZZO (Ai): Anche io amo più i wuxia ma c'è anche un terzo, se vogliamo chiamarlo, genere che si è imposto nel panorama del cinema di arti marziali e cioè la poesia del cinema del compianto maestro King Hu. Questo autore di un livello sopra tutti (escluso Chang Cheh) ha saputo inserire all'interno di una struttura classica da wuxia, la filosofia e la poesia buddhista. Valga per tutti "A Touch Of Zen", tra l'alro trasmesso su RaiTre sottotitolato al quale si ispirano per certi versi le ultime pellicole come "La tigre e il dragone" e "Hero". E' una pellicola molto lunga, come quasi tutti i lavori di Hu, ma che riesce a non annoiare mai grazie ad una splendida sceneggiatura con forti temi fantastici molto cari al regista in questione. Consiglio quindi a chi riesce a reperirli tutta la filmografia di King Hu. KING HU IMMAGINI TRATTE DA "A TOUCH OF ZEN" IMMAGINE TRATTA DA "HERO" Ai, come ti sei avvicinata alla cultura giapponese e soprattutto cosa ti ha spinto ad imparare questa lingua estremamente complessa ? AI VISTA DA MASSIMO CAVENAGHI Volete aggiungere qualcosa voi ? (Ai): Io posso farti i miei più sinceri auguri per la tua carriera e come Nina ti ringrazio per averci regalato questa intervista dall'evidente spirito giocoso. Avrei un'ultima domanda: perché avete accettato di rilasciarmi questa intervista ? (Nina): E poi perché dopo dieci messaggi privati da altrettanti forum alla fine abbiamo dovuto cedere !
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