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Le interviste di Christian Arioli




SPECIALE HALLOWEEN: INTERVISTA A BARBARA MAGNOLFI

E' la vigilia di Halloween, se vogliamo dirlo all'Americana, e stasera nei cinema italiani sarà possibile assistere all'ultimo film di Dario Argento con la speranza che non sia l'ennesima delusione. Stiamo parlando ovviamente de LA TERZA MADRE, ultimo episodio del trittico iniziato con lo splendido SUSPIRIA nel 1977 e proseguito con INFERNO nel 1980. Mi è sembrato perciò in un certo senso coerente riaprire dopo un lungo silenzio (dovuto ad impegni produttivi, non certo a inedia) il ciclo delle interviste presentando Barbara Magnolfi che ha partecipato proprio in SUSPIRIA nel ruolo di Olga e perciò in tema con quanto esposto poco fa.

Come sei entrata nel mondo del cinema?
- Perché era un mondo migliore della realtà che stavo vivendo allora e l’'immaginazione ed il sognare erano per me le cose piœù reali. Più avanti scoprii che i miei sogni potevano diventare realtà e così mi lanciai ad eseguirli contro tutti coloro che pensavano diversamente e che cercarono di dissuadermi. Fu così che nel mezzo di una calda giornata d’estate mentre pranzavo con mia mamma, fui notata da un regista e scelta per il mio primo ruolo in COME QUANDO PERCHE'.

Cosa ricordi delle tue prime esperienze cinematografiche?
- Le prime esperienze cinematografiche, specialmente in COME QUANDO PERCHE', sono state un sogno avveratosi oltre che un'insegnamento pratico sulle tecnalitá del mestiere. Ero davvero giovane quando cominciai ed avevo ancora molto da scoprire nel mondo del cinema, un mondo che desideravo ma che non conoscevo ancora. Durante le mie prime esperienze mi ricordo perfettamente il momento in cui l'ansia, la paura e l'imbarazzo lasciarono il posto ad una calma e certezza in me ed il riconoscere che quello era esattamnte il mio posto in questa vita. Il fatto che il regista, uno dei grandi Italiani, riconobbe questo in me mi incoraggiò ancora di più! Con LA MADAMA ho avuto il piacer di lavorare con un gruppo di persone davvero belle. Christian de Sica, Carol André cosí come Duccio Tessari, lavorai nel film solo pochi giorni ma anche quella fu un'esperienza da aggiungere che mi insegnó di piu. Incominciavo a capire cosa succedeva sul set tra una star e l'altra a vedere come e chi veniva favoreggiati e ció mi aprí gli occhi ad un lato del mestiere non così bello ma purtroppo esistente . MORTE SOSPETTA DI UNA MINORENNE segnò il mio debutto ufficiale nell'industria cinematografica. Ero già conosciuta e riguardata come un'attrice di talento e che prometteva bene. Ho avuto la fortuna ed il piacere di lavorare in quel film con due dei miei migliori amici Claudio Cassinelli e Roberto Posse, ero davvero in buone mani! Claudio mi ha sempre fatto sentire a mio agio anche in scene più difficili, mi ha incoraggiato sul e fuori dal set come amico, una persona bella davvero ed un grande attore proveniente dal teatro con una fondazione classica ed approfondita del mestiere. Ho imparato tanto da lui. Con Roberto Posse eravamo amici di lunga data ed abbiamo continuato ad esserlo per anni a seguire uno di quelli con cui ho dei bellissimi ricordi.

RETRO DELLA VHS DE LA MADAMA VERSIONE ESTERA

In che modo sei stata scelta da Dario Argento per SUSPIRIA?
- Ero in vacanza a Marbella in Spagna per qualche giorno con amici dopo aver girato un paio di film ed essere entrata in una nuova agenzia . Mi fu portato un messaggio in piscina di chiamare il mio agente immediatamente. Così poche ore dopo ero in volo per Roma ed il giorno seguente nell’ufficio di Dario. Con Dario la scelta fu veloce , mi girò intorno per un po’ osservandomi attentamente e poi soddisfatto mi diede il ruolo di Olga. Non avrei mai immaginato allora che quel ruolo diventasse quello che è oggi!

Com'era sul set Dario Argento? Lasciava libertà a voi attori opure era abbastanza rigido nelle scelte interpretative?
- SUSPIRIA era come una fiaba vivente, un film internazionale che mi lanciò oltre e che segnò un traguardo per me. Dario era così eccitato ed intenso nella regia molto meticoloso su tutto, preciso ed esigente nel riprodurre esattamente quello che aveva in mente. Peró lasciava agli attori la libertà necessaria di creazione del ruolo, di solito dopo aver provato qualche volta si trovava la cosa che andava bene per entrambe e quando questo avveniva lo sapevamo tutti perché Dario era entusiasta! Ma non accettava di meno che la perfezione.

BARBARA IN SUSPIRIA NEL RUOLO DI OLGA

Sempre parlando di SUSPIRIA come lo giudichi da spettatrice?
- Per me SUSPIRIA é uno dei film migliori di Dario Argento, mi sono anche divertita molto nel farlo ed é stato davvero un'onore. Con Dario diventammo amici ed avrei lavorato di nuovo con lui volentieri.

Ultimamente Argento ci ha regalato dei film deludenti a parte le due parentesi di MASTERS OF HORROR: come ti spieghi un così vistoso "calo" del regista?
- Non gli ho visti tutti gli ultimi film di Dario, per quelli che ho visto posso dire che in effetti constato anche io un calo. Ho qualche idea del perché ma non vorrei speculare. Sta di fatto che ha comunque una fama internazionale ovunque sia stata Dario é riconosciuto come un "Master"!

Hai un genere a cui ti senti più legata?
- Sì, devo dire che mi piacciono molto le storie vere quelle sopratutto che vengono fatte per indagare oltre alle dicerie, pettegolezzi o ciò che la stampa ed i media vorrebbero farci credere e che vanno a divulgare la verità sull’accaduto. Oltre a ciò amo il genere misterioso o thriller , avventura e molti altri. In realtà amo qualsiasi genere se il film è ben fatto, meno i western.

C’'è spazio secondo te per i giovani che volessero entrare a far parte di questo mondo senza scendere a compromessi?
- Non solo c'’è spazio ma bisogna che i giovani insistano ad averlo poiché sono il futuro e spero che più giovani si rifiutino di compromettere sopratutto se questi compromessi vanno a danneggiare la propria visione artistica, e se questi sono spinti da persone che hanno paura che qualcuno diventi meglio di loro e che bloccano la creatività.

Come dici giustamente non si dovrebbero compromettere i propri ideali artistici ma ciò diventa praticamente impossibile in una società in cui paga la cialtronaggine, la volgarità e l'ignoranza. Qual è, se c'è, una soluzione al fatto di creare arte e quello di alimentarsi grazie ad essa?
- Il problema é nella società in effetti! Pagare la cialtronaggine non fa altro che incitarne di più e va a discapito di coloro che sono davvero bravi. Un'operazione di alcuni al potere che non sono ben intenzionati. Io penso che se distruggi l'arte, gli artisti, distruggi anche la società. I giovani ed i non più tanto giovani devono prendersi la responsabilità di seguire il loro sogno e di portare a termine i loro progetti. Un minimo di compromesso é necessario ma cambiare la propria visione e compromettersi abitualmente é una questione di integrità. Purtroppo tanti sono attirati dalla fama di successo e soldi e disposti a tutto pur di arrivarci. Ma la gente brava é riconosciuta dai grandi. Per questo bisogna continuare senza compromettere troppo la qualità del nostro lavoro in modo che questi grandi ci riconoscano. Se non si riesce a sfamarsi con il proprio lavoro allora nel frattempo bisogna anche farne un' altro. Tutti i grandi hanno cominciato in qualche modo ed hanno fatto qualche altro lavoro per sfamarsi ma senza compromettersi.

Il rapporto con le colleghe è sempre stato positivo?
- Sì, e con alcune colleghe il rapporto è diventato amicizia oltre al lavoro sul set.

Con quale delle tue colleghe sei riuscita a legare di più e perché?
- Stefania Casini, perché avevamo entrambe interessi a regia e produzione. Susanna Javicoli perché era una bella persona davvero di cui ho un dolce ricordo. Alida Valli una signora del cinema una donna davvero grande con cui scambiai tante idee, un'inspirazione per me. Anche con Eleonora Giorgi ci frequentammo per anni a seguito del film DISPOSTA A TUTTO che girammo insieme.

Il tuo nome viene associato ad una produzione dell' 82 diretta da Cesare Canevari, DELITTO CARNALE con tuo marito Marc Porel ma tu non compari effettivamente, come mai?
- Quello che posso dirti al riguardo è che quel film non l’ho mai fatto! Non sono nel film ed è un mistero perché spesso appaia nel cast ma non ci sono! Anzi la cosa è ancora più assurda perché nel periodo in cui Marc stava girando quel film in Italia, eravamo separati ed io ero in Francia. Se fossi stata con Marc gli avrei sconsigliato fortemente di girarlo.

Hai lavorato in diversi film con Marc: com’era il vostro rapporto sul ed al di fuori dal set?
- Sì, in effetti ho girato 3 film con Marc: DIFFICILE MORIRE, su cui ci conoscemmo, MILANO: DIFENDERSI O MORIRE (Fiori che scottano) e LA SORELLA DI URSULA. Con Marc fu un amore a prima vista dalla sera in cui ci conoscemmo a cena col nostro agente, ma non necessariamente positivo. Professionalmente penso che la mia carriera ne risentì per le scelte sbagliate fatte sopratutto per agevolare i vari "Deals" dove si potevano prendere due piccioni con una fava. Ma non sempre furono le scelte migliori per ognuno individualmente. Resta il fatto che il nostro rapporto sul set e fuori, era un’intesa al di là della realtá ed al di lá della morte del corpo. Marc era un attore d'immenso talento aveva catturato il pubblico (sopratutto quello femminile) nell'arco della sua breve vita. Dalle sue interpretazioni trapelava il suo tormento interno creando cosí personaggi intensi tormentati ma veri. Purtroppo verso la fine della sua vita penso che avrebbe dovuto evitare di immischiarsi in progetti spregevoli fatti da lui solo per il compenso. La veritá é che la droga uccide! Marc aveva da anni problemi con essa ancora anni prima di sposarsi con me, usava sostanze stupefacenti e quando ci conoscemmo io non lo sapevo. Ci siamo innamorati perdutamente! Ma i miei tentativi per salvarlo dal baratro in cui si era messo non furono abbatanza né lo fu il nostro amore, per lui che ormai aveva deciso di andarsene.

Cosa ti ha insegnato il cinema?
- Beh per definizione il cinema o la cinematografia è: “ "Un sistema fotografico di rappresentazione del movimento, che, scomposto in sequenze di immagini formate da singoli fotogrammi mediante la macchina da presa, viene poi ricomposto su uno schermo mediante la proiezione delle stesse in rapida successione"”. Quindi dal cinema ho imparato le tecniche del mestiere, come muovermi di fronte ad una cinepresa ed il processo che avviene nel girare un film. Mi sono perfezionata nel comunicare le emozioni per poter meglio contribuire alla storia raccontata dal regista per rendere più vivi i personaggi che dalla carta così prendono vita. Ma è l’attore e la collaborazione di esso con il resto del cast e crew che danno qualcosa al cinema! Il cinema mi ha dato un modo di esprimermi e comunicare col pubblico, la possibilità di ispirare qualcuno nello stesso modo in cui sono stata anche io ispirata.

Il cinema riesce a trasmetterti ancora emozioni?
- Certo! Non sarei viva se non lo facesse!

DIFFICILE MORIRE

Hai lavorato con Ruggero Deodato in INFERNO IN DIRETTA: è stata un’esperienza positiva?
- Sì, molto positiva. Ruggero ed INFERNO IN DIRETTA capitarono proprio al momento giusto. Dopo la morte di Marc ero piuttosto giù e Ruggero mi diede l’opportunità di lavorare in America e ciò aprì un nuovo capitolo nella mia vita, uno sguardo al futuro. Il ruolo era piccolo ma l’esperienza fu grande!

Come giudichi il cinema indipendente Italiano?
- Anche se a dir la verità non ho seguito molto il cinema indipendente Italiano ultimamente, ma bensì più quello Americano, tendo a preferire il cinema dell’ “avant garde” e “underground” a quello “main stream” commerciale “Hollywood style”. Quindi penso che le nuove idee ed il materiale più espressivo vengano dal cinema indipendente. Se Italiano ancora meglio!

Hai appena affermato che preferisci il cinema mainstream rispetto a quello Hollywoodiano ma purtropp spesso accade che le buone idee che vengono inserite in un progetto indipendnete poi non riescono a vedere la luce perché nessuno pare essere interessato a buone storie in cui non compaia per lo meno il "divo" o la "starlette" del momento: è dunque destino che il cinema underground rimanga appunto sepolto e visibile solo da una cerchia limitata di estimatori?
- Ci sono divi o dive che sono disposti ad aiutare o a partecipare in progetti buoni, belle storie ecc. perché gli piace farlo e perché anche loro hanno cominciato nello stesso modo e con la passione per questo mestiere. Se uno cerca ne trova. Sono assetati di bei ruoli e di belle storie e non li fanno per il compenso.In America c'è un grande mercato di film indipendenti, di film fatti direttamente per DVD oppure progetti piccoli fatti con pochi soldi ma con attori bravi che vengono presentati a Sundance o altri film festivals e poi notati da produttori che possono finanziarne altri. Credo che la chiave sia esporre il proprio lavoro parlarne con tanti promuovere i propri film ovunque si possa senza mai dubitare di potercela fare e credendo in se stessi. Ricordati che i grandi riconoscono i grandi! Non mollate mai!

Sei soddisfatta della tua carriera?
- Sono soddisfatta ogni volta che concludo qualcosa di buono e ben fatto ma ci sono un sacco di cose che ho in mente di fare ancora. Sarò più soddisfatta quando ricomincerò a lavorare regolarmente su progetti di mia scelta.

Che idea ti sei fatta del cinema Italiano odierno?
- Che non ce n’è abbastanza! La presenza Italiana deve essere maggiore nel cinema internazionale . C’è un sacco di talento e immaginazione ed originalità in Italia.Gli Americani hanno spesso copiato da noi e tutt’ora fanno “remakes” di idee originariamente italiane. Stanno anche rifacendo SUSPIRIA!.

Sembra che oggi giorno chiunque possa arrivare ad interpretare un film o una fiction . Non pensi che questo vada a discapito della qualità premiando soltanto la popolarità del momento di uno o di quell’altro personaggio?
- Che chiunque possa oggi giorno interpretare un film non significa che sia un bel film od una bella interpretazione . Per me ci sono due tipi di persone, quelle che si rendono interessanti a tutti i costi e quelle che sono interessanti veramente e che si prendono la cura di tirar fuori prodotti di qualità e che non sono così desiderosi di successo e fama ma bensì di un semplice riconoscimento per il messaggio che possono comunicare tramite i loro film. La prima categoria non dura molto e lascia le cose al caso o alla fortuna, la seconda dura ed è quella di cui è fatta la gente che è veramente di un certo spessore!

Si può fare ancora del buon cinema ?
- A voglia sì , ma facciamolo! Cominciamo a dire NO ai compromessi e sì al professionismo e alla creatività.

I tuoi progetti imminenti?
- Fare del buon cinema che ne dici?

Per saperne di più visitate il sito ufficiale

Questa intervista è dedicata alla memoria di MARC POREL, straordinario attore scomparso prematuramente.


Elenco Interviste

+ 19. Orchidea De Santis

+ 18. Liu Bosisio

+ 17. Barbara Magnolfi

+ 16. Nina & Ai

+ 15. Stefano Bessoni

+ 14. Davide Pulici

+ 13. Marco Dimitri

+ 12. Ivan Cattaneo

+ 11. Don Backy

+ 10. Luca Cirillo

+ 09. Enzo G. Castellari

+ 08. Isabella Santacroce

+ 07. Dardano Sacchetti

+ 06. Antonio Bido

+ 05. Marco Cortesi

+ 04. Roger Fratter

+ 03. Alda Teodorani

+ 02. Simona Brancati

+ 01. Cesare Canevari




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